Paese che vai, usanza che trovi. Anche per quanto riguarda il rito del matrimonio. Quello cinese, per esempio, ruota intorno alla cerimonia del tè, versato dagli sposi prima ai genitori, in segno di ringraziamento per averli guidati nella crescita, e quindi anche agli invitati più giovani.
Grande attenzione agli abiti, invece, per il matrimonio giapponese. Il kimono, vestito tradizionale, è detto shiro-maku, e ne esistono due tipi: uno bianco usato per la celebrazione, e uno molto elaborato e ricco di colori per il ricevimento. Ma ci sono anche tanti accessori-portafortuna: ad esempio una piccola borsa (hakoseko) e un ventaglio che l’uomo mette come una spada nella cintura (obi).
Il sari è invece l’abito tradizionale indiano, generalmente di colore rosso, di toussour di seta con bordi e ricami in oro. La sposa poi viene ricoperta di monili in oro che fanno parte della sua dote, dai capelli le scendono ornamenti sulla fronte, al collo ha ghirlande di fiori. Gli sposi indiani vengono unti con unguenti profumati e con polvere di zafferano. E ancora. In Marocco, prima della celebrazione, è usanza che la sposa sia purificata in un bagno di latte e le vengano decorate le mani e i piedi (Baberiska). La cerimonia tradizionale dura dai quattro ai sette giorni.
Secondo la tradizione messicana, invece, il promesso sposo compra gli indumenti e l’abito alla promessa sposa, che sarà vestita e agghindata dalla sua madrina di battesimo. Il corteo nuziale parte dalla casa della sposa e si dirige verso la chiesa. Da qui s’incammina poi verso la casa dello sposo accompagnato da un trio di musicisti (Mariachis).
In Portogallo, la sposa tradizionale indossa un abito nero e un velo bianco di pizzo e porta in mano un piccolo bouquet di fiori bianchi. Caratteristici sono gli svariati gioielli in oro che sono la sua dote. Al termine della cerimonia il prete copre la coppia con la sua stola.
Dall’Europa passiamo al Tibet, dove durante i matrimoni dominano i colori blu, rosso, verde, bianco e giallo. Nastri di questi colori sono appesi davanti alla porta dello sposo e la notte della vigilia vengono cuciti sull'abito della sposa. I partecipanti durante il corteo nuziale li agitano in segno di festa.
In Turchia, infine, l’abito tradizionale della sposa è il Bindalli, vestito dai mille rami: un costume risalente al periodo dell’impero ottomano (XIV-XIX secolo), di velluto rosso con ricami e applicazioni in oro.
Tutto ciò che c'è da sapere sul matrimonio: tradizioni, usanze e consigli perché sia il giorno più bello della propria vita.
mercoledì
Il matrimonio nel mondo
Dalla Cina al Messico, passando per il Tibet e l'India, le infinite variazioni sul tema del giorno più bello, tra tradizioni e costumi preziosi
Paese che vai, usanza che trovi. Anche per quanto riguarda il rito del matrimonio. Quello cinese, per esempio, ruota intorno alla cerimonia del tè, versato dagli sposi prima ai genitori, in segno di ringraziamento per averli guidati nella crescita, e quindi anche agli invitati più giovani.
Grande attenzione agli abiti, invece, per il matrimonio giapponese. Il kimono, vestito tradizionale, è detto shiro-maku, e ne esistono due tipi: uno bianco usato per la celebrazione, e uno molto elaborato e ricco di colori per il ricevimento. Ma ci sono anche tanti accessori-portafortuna: ad esempio una piccola borsa (hakoseko) e un ventaglio che l’uomo mette come una spada nella cintura (obi).
Il sari è invece l’abito tradizionale indiano, generalmente di colore rosso, di toussour di seta con bordi e ricami in oro. La sposa poi viene ricoperta di monili in oro che fanno parte della sua dote, dai capelli le scendono ornamenti sulla fronte, al collo ha ghirlande di fiori. Gli sposi indiani vengono unti con unguenti profumati e con polvere di zafferano. E ancora. In Marocco, prima della celebrazione, è usanza che la sposa sia purificata in un bagno di latte e le vengano decorate le mani e i piedi (Baberiska). La cerimonia tradizionale dura dai quattro ai sette giorni.
Secondo la tradizione messicana, invece, il promesso sposo compra gli indumenti e l’abito alla promessa sposa, che sarà vestita e agghindata dalla sua madrina di battesimo. Il corteo nuziale parte dalla casa della sposa e si dirige verso la chiesa. Da qui s’incammina poi verso la casa dello sposo accompagnato da un trio di musicisti (Mariachis).
In Portogallo, la sposa tradizionale indossa un abito nero e un velo bianco di pizzo e porta in mano un piccolo bouquet di fiori bianchi. Caratteristici sono gli svariati gioielli in oro che sono la sua dote. Al termine della cerimonia il prete copre la coppia con la sua stola.
Dall’Europa passiamo al Tibet, dove durante i matrimoni dominano i colori blu, rosso, verde, bianco e giallo. Nastri di questi colori sono appesi davanti alla porta dello sposo e la notte della vigilia vengono cuciti sull'abito della sposa. I partecipanti durante il corteo nuziale li agitano in segno di festa.
In Turchia, infine, l’abito tradizionale della sposa è il Bindalli, vestito dai mille rami: un costume risalente al periodo dell’impero ottomano (XIV-XIX secolo), di velluto rosso con ricami e applicazioni in oro.
Paese che vai, usanza che trovi. Anche per quanto riguarda il rito del matrimonio. Quello cinese, per esempio, ruota intorno alla cerimonia del tè, versato dagli sposi prima ai genitori, in segno di ringraziamento per averli guidati nella crescita, e quindi anche agli invitati più giovani.
Grande attenzione agli abiti, invece, per il matrimonio giapponese. Il kimono, vestito tradizionale, è detto shiro-maku, e ne esistono due tipi: uno bianco usato per la celebrazione, e uno molto elaborato e ricco di colori per il ricevimento. Ma ci sono anche tanti accessori-portafortuna: ad esempio una piccola borsa (hakoseko) e un ventaglio che l’uomo mette come una spada nella cintura (obi).
Il sari è invece l’abito tradizionale indiano, generalmente di colore rosso, di toussour di seta con bordi e ricami in oro. La sposa poi viene ricoperta di monili in oro che fanno parte della sua dote, dai capelli le scendono ornamenti sulla fronte, al collo ha ghirlande di fiori. Gli sposi indiani vengono unti con unguenti profumati e con polvere di zafferano. E ancora. In Marocco, prima della celebrazione, è usanza che la sposa sia purificata in un bagno di latte e le vengano decorate le mani e i piedi (Baberiska). La cerimonia tradizionale dura dai quattro ai sette giorni.
Secondo la tradizione messicana, invece, il promesso sposo compra gli indumenti e l’abito alla promessa sposa, che sarà vestita e agghindata dalla sua madrina di battesimo. Il corteo nuziale parte dalla casa della sposa e si dirige verso la chiesa. Da qui s’incammina poi verso la casa dello sposo accompagnato da un trio di musicisti (Mariachis).
In Portogallo, la sposa tradizionale indossa un abito nero e un velo bianco di pizzo e porta in mano un piccolo bouquet di fiori bianchi. Caratteristici sono gli svariati gioielli in oro che sono la sua dote. Al termine della cerimonia il prete copre la coppia con la sua stola.
Dall’Europa passiamo al Tibet, dove durante i matrimoni dominano i colori blu, rosso, verde, bianco e giallo. Nastri di questi colori sono appesi davanti alla porta dello sposo e la notte della vigilia vengono cuciti sull'abito della sposa. I partecipanti durante il corteo nuziale li agitano in segno di festa.
In Turchia, infine, l’abito tradizionale della sposa è il Bindalli, vestito dai mille rami: un costume risalente al periodo dell’impero ottomano (XIV-XIX secolo), di velluto rosso con ricami e applicazioni in oro.
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